Allestimenti e museografia

Allestimenti e museografia

In realtà, l’allestimento ha parecchi elementi in comune con il progetto di architettura: un programma, fatto di contenuti esterni e che debbono di volta in volta essere recepiti e interpretati dall’allestitore coerentemente con il senso generale della mostra, d’intesa con chi della mostra stessa è responsabile; e poi un problema di rapporto tra progettista e oggetti da mostrare, rapporto non univoco, ma che deve essere flessibile al punto da annullarsi in una delle due direzioni.

Quando si progetta un allestimento si deve essere in grado di rinunciare ad un linguaggio aprioristico per far proprio il linguaggio di ciò che si espone o inventarne uno ad ogni occasione, ricordando che conta l’oggetto dell’esposione e non il segno del progettista. La disponibilità linguistica deve però sottendere, con una chiara coscienza del ruolo del progettista, una precisa conoscenza delle tecniche costruttive e dei problemi espositivi.

Il problema dell’immagine è problema centrale dell’allestimento: uno spazio espositivo, specialmente se provvisorio (ferma restando la necessità di una corretta lettura di quanto viene mostrato), deve anche rendere in modo sintetico il senso stesso dell’esposizione, diventando in un certo senso il manifesto primo. Può esserlo in vari modi, anche contradditori: per assenza, se l’allestimento, con un’umiltà spesso solo apparente, rimane sottotono rispetto alla qualità figurativa degli oggetti esposti; oppure, all’opposto, esaltando e forzando certi caratteri degli oggetti stessi, interpretandone e scoprendone valenze e significati che rimarrebbero altrimenti nascosti; o ancora, inventando spazi e immagini inedite per situazioni che non propongono soltanto la semplice mostra, nei quali sia estremamente forte la componente rappresentativa e simbolica.
(...) è importante, infatti, arrivare ad un obiettivo, che finisce per essere un’intenzione poetica, con mezzi e con percorsi attenti non soltanto ad una cultura formale ma anche ad una sapienza tecnologica pronta a utilizzare qualsiasi materiale e struttura, scegliendo di volta in volta, il colore, il montaggio consonante con il senso generale dell’esposizone.

 

Enrico Valeriani
Mostrare, di SergioPolano
L’allestimento in Italia dagli anni venti agli anni '80

Immagine: Buckminster Fuller_Cupola geodetica


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