Il problema dell’immagine è problema centrale dell’allestimento: uno spazio espositivo, specialmente se provvisorio (ferma restando la necessità di una corretta lettura di quanto viene mostrato), deve anche rendere in modo sintetico il senso stesso dell’esposizione, diventando in un certo senso il manifesto primo. Può esserlo in vari modi, anche contradditori: per assenza, se l’allestimento, con un’umiltà spesso solo apparente, rimane sottotono rispetto alla qualità figurativa degli oggetti esposti; oppure, all’opposto, esaltando e forzando certi caratteri degli oggetti stessi, interpretandone e scoprendone valenze e significati che rimarrebbero altrimenti nascosti; o ancora, inventando spazi e immagini inedite per situazioni che non propongono soltanto la semplice mostra, nei quali sia estremamente forte la componente rappresentativa e simbolica.
(...) è importante, infatti, arrivare ad un obiettivo, che finisce per essere un’intenzione poetica, con mezzi e con percorsi attenti non soltanto ad una cultura formale ma anche ad una sapienza tecnologica pronta a utilizzare qualsiasi materiale e struttura, scegliendo di volta in volta, il colore, il montaggio consonante con il senso generale dell’esposizone.
Enrico Valeriani
Mostrare, di SergioPolano
L’allestimento in Italia dagli anni venti agli anni '80
Immagine: Buckminster Fuller_Cupola geodetica