Sei lati uguali, sei angoli congruenti, una musica mite e di fuoco, una gioia antica, color cremisi, si rovescia all’esterno di un esagono regolare.
La pressione sanguigna sale, il battito cardiaco accellera, la muscolatura si tende.
Nell’incavo del cremisi un esagono placa l’asimmetria di  forze primordiali.

(Wassiliy Kandisky, Lo spirituale nell’arte).

 

L’occhio è attratto dai colori , soprattutto dai più chiari e dai più caldi: il rosso cinabro attrae ed eccita come la fiamma, che ha sempre affascinato l’uomo (...). Il rosso, essendo il colore della fiamma, potrebbe provocare un’emozione mentale simile, nella forma espressiva, alla fiamma. Il rosso fiamma ha un effetto eccitante che può perfino provocare sofferenza, forse perchè assomiglia al sangue. In questo caso risveglia il ricordo di un elemento fisico che indubbiamente fa soffrire.

Differenze
Il progetto è una costruzione aperta, che allunga i suoi rami confluendo in quella che è la finalità del progetto stesso. Una costruzione che ha di volta in volta dei precisi tratti caratteriali, connessi a precise scelte funzionali, ideative e formali, che a loro volta si trovano nel bacino di componenti culturali. Alla base di questo processo il progetto si presenta sostanzialmente sottoforma di domanda, espressione di necessità esplicite, ma anche sottoforma di necessità nascoste, non chiaramente focalizzate.

Può esistere un pensiero di qualità in pubblicità? Può esserci una seduzione, implicita nel pensiero pubblicitario, che non diventi automaticamente volgare, che non conduca ad un’edulcorazione della vita reale e si allei ad un tessuto culturale povero di significato?
In rapporto ad ogni strategia persuasiva, questo genere di domande è bene tenerle aperte. Non si tratta solo di interrogativi a carattere etico, ma rappresentano, secondo noi, un punto di partenza solido verso una strategia di comunicazione che sia realmente in grado di comunicare.

L’abito fa il monaco.

Il packaging rappresenta una dimensione particolare nell’ambito del progetto grafico, in quanto richiede un dialogo circostanziato con tecnologie e materiali destinati di volta in volta a differenti categorie di consumo e relativi contenuti simbolici. Il pack esibisce la veste di un prodotto, si potrebbe dire la “sua apparenza”, nello stesso modo in cui l’abito esibisce l’apparenza di chi lo indossa. Oscar Wild scriveva che solo gli ingenui non tengono conto delle apparenze, ed è innegabile che l’aspetto di cose e persone susciti vivide impressioni.

In realtà, l’allestimento ha parecchi elementi in comune con il progetto di architettura: un programma, fatto di contenuti esterni e che debbono di volta in volta essere recepiti e interpretati dall’allestitore coerentemente con il senso generale della mostra, d’intesa con chi della mostra stessa è responsabile; e poi un problema di rapporto tra progettista e oggetti da mostrare, rapporto non univoco, ma che deve essere flessibile al punto da annullarsi in una delle due direzioni.